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Giugliano, debito di droga finisce nel sangue: ferito a colpi d’arma da fuoco da un 40enne

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Dopo uno scontro a fuoco con un uomo per un debito di gioco finge di aver subito una rapina sull’Asse Mediano ma le indagini lo incastrano. I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di due soggetti accusati di tentato omicidio, porto abusivo di armi e spaccio di sostanze stupefacenti, con l’aggravante del metodo mafioso. Si tratta di Lesh Roland, albanese, classe 1981, e Aniello Di Biase, classe 1985. L’ordinanza è stata emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Difesi dall’avvocato di fiducia Luigi Poziello del foro di Napoli Nord, sono disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa dell’interrogatorio di garanzia presso il carcere di Secondigliano.

Giugliano, debito di droga finisce nel sangue: ferito a colpi d’arma da fuoco

 

Le indagini hanno avuto origine dalla denuncia di un cittadino albanese, ricoverato in ospedale per ferite da arma da fuoco. L’uomo aveva inizialmente dichiarato di essere stato vittima di una rapina a mano armata lungo l’Asse Mediano. Tuttavia, la ricostruzione degli eventi ha rivelato che il ferimento era in realtà legato a uno scontro a fuoco con un pregiudicato di Giugliano in Campania.

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Secondo gli inquirenti, il conflitto sarebbe scaturito da un debito legato alla fornitura di droga. L’albanese si era recato, armato, presso l’abitazione dell’italiano, un soggetto con numerosi precedenti penali e legami parentali con un clan di camorra. Alla vista dell’albanese, il pregiudicato avrebbe aperto il fuoco con l’intento di ucciderlo, colpendolo con tre proiettili che hanno sfiorato organi vitali.

L’arresto

 

Dopo l’agguato, l’albanese è fuggito, occultando la propria arma prima di recarsi in ospedale, dove ha sporto una denuncia falsa per rapina, nel tentativo di sviare le indagini. Tuttavia, gli approfondimenti investigativi hanno smentito la sua versione dei fatti, facendo emergere il coinvolgimento di entrambi gli uomini nel traffico di crack e cocaina. Alla luce delle evidenze raccolte, il G.I.P. ha accolto la richiesta della Procura disponendo la custodia cautelare in carcere per entrambi i soggetti.

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