Il Tribunale del Riesame di Napoli conferma l’ordinanza cautelare in carcere per Andrea Abbate e e il figlio Francesco, entrambi arrestati nell’ambito della maxi-inchiesta sui presunti rapporti tra politica e camorra a Giugliano.
Giugliano, patto politica-camorra: gli Abbate restano in carcere. Il Riesame conferma ordinanza
Anche se il Tribunale della Libertà ha annullato per Abbate senior alcuni capi di imputazione, ne sono stati confermati altri. I giudici hanno ritenuto che, in base alla pericolosità dei soggetti indagati, i due Abbate debbano restare in carcere. A comporre il collegio difensivo sono gli avvocati Matteo Casertano, Giuseppe Stellato e Giovanni Lo Russo.
Nel corso delle indagini condotte dalla DDA partenopea era emerso il ruolo di Andrea Abbate, detto “zio Andrea”, che avrebbe fatto da anello di congiunzione e intermediario tra il mondo della politica e il clan Mallardo. Un classico “colletto bianco”, considerato uomo di fiducia di Domenico Pirozzi, alias “Mimi’ ‘o Pesante”, reggente di fatto della cosca giuglianese a cavallo tra l’amministrazione di Antonio Poziello e la campagna elettorale del 2020.