La Corte d’Appello di Napoli, sesta sezione penale, ha concesso gli arresti domiciliari a Teresa Gionta, figlia del boss Valentino, su istanza dell’avvocato Antonio Iorio del foro di Torre Annunziata.
Scarcerata Teresa Gionta: concessi i domiciliari alla figlia del boss Valentino
L’ordinanza, emessa il 31 marzo, rappresenta un significativo sviluppo nel processo che vede la donna condannata a 11 anni di reclusione per la sua partecipazione all’associazione camorristica fondata dal padre e successivamente retta dal marito, Giuseppe Carpentieri.
La decisione della Corte d’Appello arriva accogliendo la tesi difensiva secondo cui, nonostante la gravità dei fatti e le imputazioni contestate a Teresa Gionta, le esigenze cautelari potessero essere garantite con la misura degli arresti domiciliari. La donna sconterà la misura presso la propria abitazione a Torre Annunziata, storica roccaforte del clan Gionta.
Teresa Gionta era stata condannata a una lunga pena detentiva per il suo coinvolgimento nella gestione del clan familiare, una delle organizzazioni camorristiche più radicate nel territorio campano. L’influenza del clan Gionta su Torre Annunziata è da decenni al centro delle indagini delle forze dell’ordine, che hanno ripetutamente colpito la struttura mafiosa con arresti e confische di beni.
La difesa e la decisione della Corte
L’avvocato Antonio Iorio ha sostenuto che la misura carceraria non fosse più necessaria e che il regime degli arresti domiciliari potesse ugualmente garantire il rispetto delle esigenze cautelari. La Corte d’Appello ha quindi ritenuto fondata questa tesi, optando per una misura meno afflittiva rispetto alla detenzione in carcere.